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Pillole di MEDI-PRO FIRENZE: il gomito del tennista

Pubblicato il 24 giugno 2018 alle 00.45


Il gomito del tennista��

 

Domande:

“È proprio inevitabile soffrirne per settimane o mesi?”

 

“La cura è obbligatoriamente lunga, fatta di cicli di terapie fisiche (tot sedute di laser, tot sedute di onde d’urto, tot sedute di tecar, tot sedute di ultrasuoni ecc ecc)?”

 

“È proprio necessario smettere di giocare per settimane?”

 

La nostra unica risposta è un solo, grande, preciso e deciso NO!

 

Detto questo... scendiamo nei dettagli.

Un po’ di teoria, per chi è curioso:

 

L’epicondilite laterale, comunemente conosciuta come “gomito del tennista”, consiste nell'alterazione distrofico-degenrativa (più che infiammatoria) dei tendini dei muscoli estensori dell'avambraccio.

 

Questi muscoli si inseriscono all'esterno del gomito e permettono di sollevare la mano e il polso. Il dolore del gomito può essere avvertito nel punto in cui le fibre tendinee di questi muscoli aderiscono all'osso della parte esterna del gomito o per tutta la lunghezza dei muscoli.

 

In genere è più intenso durante o dopo gli sforzi compiuti con la mano e il polso.

 

Nei casi più gravi il semplice movimento del polso o l'azione di afferrare degli oggetti, anche se leggeri, possono risvegliare il dolore.

 

Questa patologia è più frequente in coloro che seguono la pratica del tennis a causa di una scorretta tecnica di gioco.

 

L'epicondilite mediale o epitrocleite è un processo degenerativo più che flogistico dei tendini dei muscoli flessori dell' avambraccio, che si inseriscono sul versante interno del gomito e viene chiamata anche “gomito del golfista”.

 

Dopo la teoria:

“esisterà una cura RAPIDA ( magari in un solo trattamento, al massimo due), che dia risultati velocemente (magari in pochi giorni), SICURA (che non faccia danni collaterali e sia rispettosa del tendine) e, ultimo ma non meno importante, non troppo costosa (non più di un paio di centinaia di euro)???

 

Forse è pretendere veramente un po’ troppo...

 

però è quello che è in grado di fare, nella nostra ormai lunga esperienza, l’ECOINTERVENTISTICA MUSCOLO-SCHELETRICA!!!

 

I dettagli

 

La tecnica:

La terapia percutanea ecoguidata, dopo accurata sterilità e anestesia locale, consiste nell'introduzione sotto guida ecografica di ago 22g, needling e bleeding (si “punzecchia“ stimolando il trofismo del tendine attraverso un microsanguinamento e conseguente liberazione di fattori piastrinici, il tratto alterato del tendine, sotto visione e guida ecografica), iniezione intratendinea di acido ialuronico a basso peso molecolare e steroide (rigorosamente! ) extratendineo, in sede peritendinea.

 

Per lavorare presto e bene lavoriamo a 4 mani, con un team che ormai costituisce una sorta di “coppia di fatto” professionale (dopo oltre 12 anni di convivenza...).

 

Dopo 7-14 giorni si effettua un controllo clinico ecografico (compreso nel trattamento): nell’80-85% la risposta è ottima e quindi non c’è necessita di ulteriori cure.

 

Nel restante 15% dei pazienti è necessario un secondo trattamento.

 

Per rendere la terapia una cura completa e i benefici persistenti si forniscono infine consigli comportamentali (fkt, uso del tutore, ecc).

 

Per chi vuole approfondire

www.ecointerventisticafirenze.org

Categorie: MEDICINA, ECOINTERVENTISTICA, FISIOTERAPIA

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