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IL GOMITO DEL TENNISTA...e non solo

Pubblicato il 03 giugno 2018 alle 13.00

PILLOLE DI MEDIPRO FIRENZE

L’epicondilite (il gomito del tennista... ma non solo!)

 

L'epicondilite laterale, comunemente conosciuta come “gomito del tennista”, consiste nell'alterazione distrofico-degenrativa (più che infiammatoria) dei tendini dei muscoli estensori dell'avambraccio.

 

Questi muscoli si inseriscono all'esterno del gomito e permettono di sollevare la mano e il polso.

 

Il dolore del gomito può essere avvertito nel punto in cui le fibre tendinee di questi muscoli aderiscono all'osso della parte esterna del gomito o per tutta la lunghezza dei muscoli.

 

In genere è più intenso durante o dopo gli sforzi compiuti con la mano e il polso.

 

Nei casi più gravi il semplice movimento del polso o l'azione di afferrare degli oggetti, anche se leggeri, possono risvegliare il dolore.

 

Questa patologia è più frequente in coloro che seguono la pratica del tennis a causa di una scorretta tecnica di gioco (ma questo è meglio non dirlo al tennista che naturalmente avrà un meraviglioso rovescio alla Federer��)

 

L'epicondilite mediale o epitrocleite è un processo degenerativo più che flogistico dei tendini dei muscoli flessori dell' avambraccio, che si inseriscono sul versante interno del gomito e viene chiamata anche “gomito del golfista”.

 

Una buona chance terapeutica che necessita di un team che lavori in maniera “evoluta”, sotto guida ecografica e integrata con il fisioterapista è

la TERAPIA PERCUTANEA ECOGUIDATA.

 

In cosa consiste?

 

Scendiamo nei particolari.

 

Dopo aver eseguito una accurata sterilità e l’anestesia locale, il trattamento consiste nell'introduzione, sotto guida ecografica, di un ago sottile (22g), con il quale si esegue il needling e bleeding (cioè si stimola con l’aghino, si punzecchia il tendine, determinando un microsanguinamento, precisamente nella parte alterata dell’inserzione tendinea, indicata dall’ecografia).

 

A seguire si effettua una iniezione intratendinea di acido ialuronico a basso peso molecolare.

 

Infine si esegue una infiltrazione con steroide (una unica fialetta di cortisone), RIGOROSAMENTE EXTRATENDINEO, in sede peritendinea.

 

Quindi si forniscono i fondamentali consigli di gestione post-trattamento (fkt , stretching, tutore ecc.).

 

Nella nostra casistica nel 75-80% dei casi è sufficiente 1 trattamento, nella quota restante occorrono 2 terapie.

 

E poi avanti con il prossimo torneo��

Categorie: ORTOPEDIA, ECOINTERVENTISTICA, SALUTE

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