STUDIO MEDICO POLI-SPECIALISTICO
MEDI-PRO FIRENZE
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Aiuto mi fa male la spalla!!!...

Pubblicato il 31 gennaio 2019 alle 06.40 Comments commenti (0)

PILLOLE DI MEDIPRO FIRENZE...Aiuto mi fa male la spalla!!!...

L'Eco-Interventistica Muscolo-Scheletrica costituisce una Efficace,Sicura e Rapida terapia per molteplici patologie Muscolo-Scheletriche (dolore della spalla ma anche dell' anca, borsite, patologie del tendine croniche o acute (tendinite), tenosinovite, fascite plantare, cisti gangliare, cisti di Baker, sperone calcaneare, artrosi di anca e ginocchio, artrite, calcificazione tendinea della spalla ecc.).

 

NON si tratta di terapie chirurgiche né artroscopiche, bensì di trattamenti ambulatoriali, mini-invasivi, condotti con ago, in sicurezza e precisione, sotto eco-assistenza, che risultano ottimamente tollerati dal Paziente (È BEN TOLLERATA ANCHE DAGLI UOMINI) e che determinano una rapida regressione della sintomatologia (dolore, limitazione funzionale) in un' alta percentuale di casi, quasi sempre con un singolo o duplice intervento, solo in alcuni casi in tre sedute.

a cura di

Ecointerventistica Firenze Gaetano Ricignolo

Pillole di MEDI-PRO FIRENZE: il gomito del tennista

Pubblicato il 24 giugno 2018 alle 00.45 Comments commenti (0)


Il gomito del tennista��

 

Domande:

“È proprio inevitabile soffrirne per settimane o mesi?”

 

“La cura è obbligatoriamente lunga, fatta di cicli di terapie fisiche (tot sedute di laser, tot sedute di onde d’urto, tot sedute di tecar, tot sedute di ultrasuoni ecc ecc)?”

 

“È proprio necessario smettere di giocare per settimane?”

 

La nostra unica risposta è un solo, grande, preciso e deciso NO!

 

Detto questo... scendiamo nei dettagli.

Un po’ di teoria, per chi è curioso:

 

L’epicondilite laterale, comunemente conosciuta come “gomito del tennista”, consiste nell'alterazione distrofico-degenrativa (più che infiammatoria) dei tendini dei muscoli estensori dell'avambraccio.

 

Questi muscoli si inseriscono all'esterno del gomito e permettono di sollevare la mano e il polso. Il dolore del gomito può essere avvertito nel punto in cui le fibre tendinee di questi muscoli aderiscono all'osso della parte esterna del gomito o per tutta la lunghezza dei muscoli.

 

In genere è più intenso durante o dopo gli sforzi compiuti con la mano e il polso.

 

Nei casi più gravi il semplice movimento del polso o l'azione di afferrare degli oggetti, anche se leggeri, possono risvegliare il dolore.

 

Questa patologia è più frequente in coloro che seguono la pratica del tennis a causa di una scorretta tecnica di gioco.

 

L'epicondilite mediale o epitrocleite è un processo degenerativo più che flogistico dei tendini dei muscoli flessori dell' avambraccio, che si inseriscono sul versante interno del gomito e viene chiamata anche “gomito del golfista”.

 

Dopo la teoria:

“esisterà una cura RAPIDA ( magari in un solo trattamento, al massimo due), che dia risultati velocemente (magari in pochi giorni), SICURA (che non faccia danni collaterali e sia rispettosa del tendine) e, ultimo ma non meno importante, non troppo costosa (non più di un paio di centinaia di euro)???

 

Forse è pretendere veramente un po’ troppo...

 

però è quello che è in grado di fare, nella nostra ormai lunga esperienza, l’ECOINTERVENTISTICA MUSCOLO-SCHELETRICA!!!

 

I dettagli

 

La tecnica:

La terapia percutanea ecoguidata, dopo accurata sterilità e anestesia locale, consiste nell'introduzione sotto guida ecografica di ago 22g, needling e bleeding (si “punzecchia“ stimolando il trofismo del tendine attraverso un microsanguinamento e conseguente liberazione di fattori piastrinici, il tratto alterato del tendine, sotto visione e guida ecografica), iniezione intratendinea di acido ialuronico a basso peso molecolare e steroide (rigorosamente! ) extratendineo, in sede peritendinea.

 

Per lavorare presto e bene lavoriamo a 4 mani, con un team che ormai costituisce una sorta di “coppia di fatto” professionale (dopo oltre 12 anni di convivenza...).

 

Dopo 7-14 giorni si effettua un controllo clinico ecografico (compreso nel trattamento): nell’80-85% la risposta è ottima e quindi non c’è necessita di ulteriori cure.

 

Nel restante 15% dei pazienti è necessario un secondo trattamento.

 

Per rendere la terapia una cura completa e i benefici persistenti si forniscono infine consigli comportamentali (fkt, uso del tutore, ecc).

 

Per chi vuole approfondire

www.ecointerventisticafirenze.org

IL GOMITO DEL TENNISTA...e non solo

Pubblicato il 03 giugno 2018 alle 13.00 Comments commenti (0)

PILLOLE DI MEDIPRO FIRENZE

L’epicondilite (il gomito del tennista... ma non solo!)

 

L'epicondilite laterale, comunemente conosciuta come “gomito del tennista”, consiste nell'alterazione distrofico-degenrativa (più che infiammatoria) dei tendini dei muscoli estensori dell'avambraccio.

 

Questi muscoli si inseriscono all'esterno del gomito e permettono di sollevare la mano e il polso.

 

Il dolore del gomito può essere avvertito nel punto in cui le fibre tendinee di questi muscoli aderiscono all'osso della parte esterna del gomito o per tutta la lunghezza dei muscoli.

 

In genere è più intenso durante o dopo gli sforzi compiuti con la mano e il polso.

 

Nei casi più gravi il semplice movimento del polso o l'azione di afferrare degli oggetti, anche se leggeri, possono risvegliare il dolore.

 

Questa patologia è più frequente in coloro che seguono la pratica del tennis a causa di una scorretta tecnica di gioco (ma questo è meglio non dirlo al tennista che naturalmente avrà un meraviglioso rovescio alla Federer��)

 

L'epicondilite mediale o epitrocleite è un processo degenerativo più che flogistico dei tendini dei muscoli flessori dell' avambraccio, che si inseriscono sul versante interno del gomito e viene chiamata anche “gomito del golfista”.

 

Una buona chance terapeutica che necessita di un team che lavori in maniera “evoluta”, sotto guida ecografica e integrata con il fisioterapista è

la TERAPIA PERCUTANEA ECOGUIDATA.

 

In cosa consiste?

 

Scendiamo nei particolari.

 

Dopo aver eseguito una accurata sterilità e l’anestesia locale, il trattamento consiste nell'introduzione, sotto guida ecografica, di un ago sottile (22g), con il quale si esegue il needling e bleeding (cioè si stimola con l’aghino, si punzecchia il tendine, determinando un microsanguinamento, precisamente nella parte alterata dell’inserzione tendinea, indicata dall’ecografia).

 

A seguire si effettua una iniezione intratendinea di acido ialuronico a basso peso molecolare.

 

Infine si esegue una infiltrazione con steroide (una unica fialetta di cortisone), RIGOROSAMENTE EXTRATENDINEO, in sede peritendinea.

 

Quindi si forniscono i fondamentali consigli di gestione post-trattamento (fkt , stretching, tutore ecc.).

 

Nella nostra casistica nel 75-80% dei casi è sufficiente 1 trattamento, nella quota restante occorrono 2 terapie.

 

E poi avanti con il prossimo torneo��

SULLA IMPORTANZA DI FARE DIAGNOSI...

Pubblicato il 01 giugno 2018 alle 14.50 Comments commenti (0)

VEDIAMOCI CHIARO!

Le patologie muscolo-scheletriche, articolari, tendinee, ligamentose, costituiscono una frequente causa di contatto medico, sia in ambito di medicina generale che specialistico.

Non è raro che, dopo una prima valutazione clinica venga formulata l'ipotesi diagnostica e si proceda direttamente alla terapia:

  • terapie farmacologiche sistemiche o transdermiche (FANS, paracetamolo, CCS);
  • infiltrazioni alla "cieca";
  • fisioterapia;
  • terapie fisiche (la tanto "nominata" tecar, laser-terapia, US, onde d'urto, ionoforesi);
  • agopuntura;
  • ecc.

Noi pensiamo che "LA DIAGNOSI", più che l'ipotesi diagnostica, FACCIA LA DIFFERENZA.

Sapere per esempio che la "spalla dolorosa" del nostro Paziente è di pertinenza chirurgica (lesione di cuffia, frattura ecc.) oppure che si tratta di una patologia NON CHIRURGICA, flogistica o da impingement o una sindrome aderenziale FA UNA GRANDE DIFFERENZA. 

Sapere che il dolore in sede calcaneare è causato da una fasciosi con o senza sperone inferiore FA LA DIFFERENZA. 

Sapere che l'articolazione ha una fase di infiammazione in fase "florida" con incrementato segnale di flusso al power-Doppler FA LA DIFFERENZA.

FA LA DIFFERENZA nella corretta scelta terapeutica, nell'accorciare i tempi di guarigione, nel ridurre la durata della sintomatologia dolorosa, nel diminuire i costi sia biologici che economici di cure inappropriate, nel ridurre il periodo di disabilità e di assenza dal lavoro. 

In traumatologia e per patologie nelle quali indiziato è l'OSSO, il primo esame è la radiografia.... e fin qui tutto bene, l'esame radiologico viene correttamente prescritto nella maggioranza dei casi. 

La grande assente, ancora troppo spesso, è invece la metodica più accessibile e spesso più potente: l'ECOGRAFIA MUSCOLO-TENDINEA E ARTICOLARE (o muscolo-scheletrica).


L'ECOGRAFIA , mediante le sonde lineari ad alta frequenza, consente la corretta visualizzazione delle strutture anatomiche, la valutazione in fase statica e dinamica, la vascolarizzazione, i segni della patologia infiammatoria, distrattiva, le calcificazioni, le raccolte fluide, le formazioni cistiche, le tumefazioni spazio-occupanti.

Perchè ipotizzare la diagnosi.

Meglio FARE DIAGNOSI evitando percorsi tortuosi, lunghi, inefficienti ed inefficacii.