STUDIO MEDICO POLI-SPECIALISTICO
MEDI-PRO FIRENZE
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IL BLOG DI MEDI-PRO FIRENZE, CONTRIBUTI, AGGIORNAMENTI, NOVITA' NELL'AMBITO DELLA SALUTE, DIAGNOSI E CURA

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DENTI SANI E BIANCHI PER UN SORRISO SEMPRE GIOVANE

Pubblicato il 07 aprile 2019 alle 10.20 Comments commenti (0)

Il SORRISO ci rappresenta, funziona da biglietto da visita e immediatamente lancia un potente messaggio ai nostri interlocutori, partner, amici, colleghi, superiori, dipendenti, vicini o semplici passanti. Hai un bel sorriso? parti avvantaggiato!

Adesso la tecnologia ci consente di eseguire diagnosi  precoci di carie (che possono alterare il nostro sorriso).

La DIAGNOCAM,  strumento che usiamo nei nostri studi,  è un sistema diagnostico NON radiologico, che permette di individuare le carie quando sono ancora piccole, senza l'uso delle radiazioni.

La tecnologia inoltre ci consente di eseguire, adesso CON UNA SOLA SEDUTA, ciò che prima veniva ottenuto in più trattamenti: lo SBIANCAMENTE RAPIDO dei denti può essere eseguito in sicurezza e con rapidità, permettendo di ritrovare il candore e la brillantezza del nostro sorriso... una vera e propria cura di bellezza, oltre che di salute, per il nostro viso.

Hai un bel sorriso? Parti avvantaggiato!


Aiuto mi fa male la spalla!!!...

Pubblicato il 31 gennaio 2019 alle 06.40 Comments commenti (0)

PILLOLE DI MEDIPRO FIRENZE...Aiuto mi fa male la spalla!!!...

L'Eco-Interventistica Muscolo-Scheletrica costituisce una Efficace,Sicura e Rapida terapia per molteplici patologie Muscolo-Scheletriche (dolore della spalla ma anche dell' anca, borsite, patologie del tendine croniche o acute (tendinite), tenosinovite, fascite plantare, cisti gangliare, cisti di Baker, sperone calcaneare, artrosi di anca e ginocchio, artrite, calcificazione tendinea della spalla ecc.).

 

NON si tratta di terapie chirurgiche né artroscopiche, bensì di trattamenti ambulatoriali, mini-invasivi, condotti con ago, in sicurezza e precisione, sotto eco-assistenza, che risultano ottimamente tollerati dal Paziente (È BEN TOLLERATA ANCHE DAGLI UOMINI) e che determinano una rapida regressione della sintomatologia (dolore, limitazione funzionale) in un' alta percentuale di casi, quasi sempre con un singolo o duplice intervento, solo in alcuni casi in tre sedute.

a cura di

Ecointerventistica Firenze Gaetano Ricignolo

IL PUNTO SU ...AGOPUNTURA

Pubblicato il 03 novembre 2018 alle 09.30 Comments commenti (0)

PILLOLE DI MEDIPRO FIRENZE

 

Facciamo il PUNTO su ... l’AGOPUNTURA

 

L’agopuntura fa parte della medicina tradizionale cinese (MTC) che include fitoterapia, dietetica e massaggi. È un antico sistema di guarigione ed è stato continuamente perfezionato durante i suoi 4500 anni di storia. Oggi è ampiamente praticato in Occidente.

 

Cosa tratta?

Una molteplice varietà di patologie e disfunzioni.

 

Per esempio può essere utile per il trattamento di:

 

• Esiti di Ictus ischemico, Emorragie cerebrali e traumi cranici.

• Malattia di Parkinson e disturbi del movimento (Tremori, Distonie)

• Emicranie e cefalee e Nevralgie (Trigeminali, Lombosciaralgie, Cervicalgie)

• Disturbi del sonno

• Disturbi d’ansia e deflessione dell’umore

• Sclerosi Multipla

• Vertigini e acufeni

• Dolori osteoarticolari e Tendiniti

• Sindrome menopausale e disturbi del ciclo

• Infertilità, Impotenza e disturbi erettili

• Stipsi, colon irritabile, Gastriti e Reflusso gastro esofageo

• Malattie Dermatologiche

• Dipendenze da fumo o da altro

• Aiuto alla dieta dimagrante, Fame nervosa

 

Pillola a cura di

Dott.ssa Bahia Hakiki

 

Medico Chirurgo

Specialista in Neurologia

Agopuntore

 

Per info e appuntamenti

 

Studio Medico Polispecialistico

Medi-Pro Firenze

Via Aretina 167/M, Firenze

Tel: 055 674584

 

http://www.mediprofirenze.com

Dr.ssa Bahia Hakiki

Stretching Globale Attivo e ginocchio del saltatore

Pubblicato il 17 settembre 2018 alle 11.00 Comments commenti (0)

Gli atleti impegnati nelle attività di salto quali, salto in lungo, in alto e triplo, possono andare incontro ad una tendinopatia inserzionale prossimale all’apice rotuleo denominata “Jumper’s Knee” o ginocchio del saltatore. Tra i fattori responsabili di questa patologia si rilevano la durezza dei terreni sui quali si pratica lo sport, le calzature inadeguate, e specialmente gli errori nella struttura e nella programmazione dell’allenamento. Altri fattori definiti intrinseci e cioè riferibili all’atleta sono gli squilibri muscolari e le conseguenti disfunzioni dell’apparato estensore del ginocchio stesso.

L’eziologia è di natura meccanica, legata a fattori intrinseci del complesso muscolo-tendineo del quadricipite e ricollegabile a micro traumi ripetuti ed iper sollecitazioni relative al gesto atletico specifico, che possono generare sintomatologie dolorose sull’inserzione prossimale rotulea, sul ventre tendineo e sull’inserzione distale a livello della tuberosità tibiale anteriore.

Lo stretching globale attivo SGA-SOUCHARD, pur non avendo finalità terapeutiche, è un valido mezzo di prevenzione in quanto riducendo le rigidità dei muscoli della coscia, migliora il rapporto di forza tra estensori e flessori del ginocchio, consentendo al tendine rotuleo di lavorare con un minor sovraccarico.

L’utilizzo della postura in ginocchio e in flessione anteriore, permette all’atleta di riequilibrare le tensioni reciproche, conferendo ad ischio-crurali e quadricipite una maggiore elasticità.

Il lavoro in rana al suolo completa l’allungamento in globalità attraverso la messa in tensione delle differenti catene di coordinazione neuromotoria sia a livello degli arti inferiori che del tronco e degli arti superiori.


Articolo di Fabrizio Martinelli, segnalato da Dott.ssa Anna Batoni Fisioterapista, Riabilitazione Posturale Globale (RPG); Stretching Globale Attivo (SGA) Presso Studio  Medico Poli-Specialistico Medi-Pro Firenze

 

ODONTOIATRIA E NON SOLO: DEGLUTIZIONE ATIPICA

Pubblicato il 09 settembre 2018 alle 14.00 Comments commenti (0)

Deglutizione Atipica

 

Il controllo della deglutizione è alla base di tutta l’ortodonzia funzionale moderna. Attraverso la terapia miofunzionale si può intervenire a livello centrale per modificare il funzionamento della lingua a qualunque età

«Una deglutizione non corretta crea problemi occlusali e posturali e per questo è fondamentale indagare sempre su questa funzione, prima di iniziare un trattamento ortodontico, gnatologico, implantologico o protesico».

La corretta deglutizione è una funzione obbligatoria e stereotipata che inizia nella tredicesima settimana di vita fetale e che avviene sul piano verticale duemila volte al giorno. Implica il funzionamento di una serie di muscoli, che consentono di evitare il passaggio del cibo nei polmoni e di veicolarlo invece, attraverso l’esofago, nello stomaco.

 

È acclarato che la deglutizione è l’unico momento in cui i denti entrano in contatto tra loro, visto che durante la masticazione essi sono separati dal cibo. Dopo che la bocca si chiude e i denti entrano in contatto creando un piano stabile di riferimento, il pavimento della bocca può alzare la lingua verso il palato. La punta della lingua tocca la papilla retroincisiva, dove fuoriesce il nervo naso-palatino, ramo della seconda branca del trigemino e dove sono presenti una grande quantità di recettori propriocettivi, e da lì la lingua arriva a toccare il palato con un’onda da davanti fino indietro. Si crea quindi una pressione negativa e il cibo viene in pratica risucchiato nel faringe; con lo stesso movimento la natura ha anche ottimizzato la gestione del drenaggio delle fosse nasali e della tromba di Eustachio che, nella deglutizione corretta, vengono quindi pulite dal muco duemila volte al giorno.

 

Questo spiega perché una delle caratteristiche della deglutizione scorretta nel bambino sia il ristagno di muco nelle fosse nasali e nella tuba uditiva, con ipertrofia adenoidea e tonsillare, sinusiti ricorrenti e otiti catarrali acute purulente che spesso esitano in perforazioni timpaniche. Con gli anni il bambino cresce, la tuba si inclina verso il basso e i passaggi si ingrandiscono e quindi cessano le affezioni legate all’accumulo di muco, ma una pressione positiva nella tromba di Eustachio può essere una delle concause di acufeni nell’adulto.

 

Dal faringe il cibo scende in basso e l’epiglottide va a chiudere la laringe che risale, obbligando il bolo a progredire nell’esofago, un tubo virtuale che si apre solo al passaggio di cibo liquido o solido. Questo spiega perché, a parte in fase neonatale, non possiamo respirare e ingoiare contemporaneamente e spiega anche perché in caso di deglutizione scorretta la persona tenda a strozzarsi soprattutto con i liquidi, che non hanno volume proprio.

 

La deglutizione atipica o scorretta avviene quando lo scorrimento verticale dei vari organi non funziona più, a partire dalla lingua che, invece di andare in alto e indietro, rimane bassa e spinge in avanti, creando, a seconda del livello, vestibolarizzazione degli incisivi superiori con aumento di overjet, morso aperto o infine inverso, se la spinta avviene molto in basso. Quindi è chiaro come la malocclusione spesso abbia una genesi nella deglutizione scorretta, che si deve per lo meno investigare in prima visita.

 

Ricordiamoci che la lingua è l’unico muscolo che quando si contrae si allarga e che è il più potente del nostro corpo, con una forza di 1 kg/cm2, il che, moltiplicato per duemila, fa due tonnellate di spinta al giorno. Non è un caso che lo “spot”, come Garliner denominò il punto di appoggio della punta della lingua, ossia appena dietro la papilla retroincisiva, è la zona ossea più spessa dell’intera bocca. Pensiamo invece a cosa può succedere se questa potenza si riversa sui piccoli incisivi inferiori, in pratica condannandoli. La persona per assecondare il movimento della lingua è costretta a portare il collo in basso e avanti, a chiudere la laringe, o viceversa a tenere le spalle in alto per favorire una deglutizione bloccata e soprattutto la testa in estensione. Dal piano verticale si è passati a quello orizzontale, il cosiddetto “movimento a gallinaccio”.

 

La deglutizione scorretta si manifesta precocemente, anche alla nascita in caso di frenulo linguale corto, che in effetti andrebbe controllato ed eventualmente tagliato già in sala parto, come facevano le ostetriche fino agli anni Cinquanta.

In Brasile nel 2014, primo caso al mondo, hanno approvato una legge che obbliga al controllo del frenulo in sala parto. Sulle cause ci sono solo teorie; spesso c’è stato un giro di cordone ombelicale attorno al collo durante la gravidanza e questo ha alterato lo sviluppo del sistema ioideo. Anche l’uso del biberon può favorire la deglutizione scorretta.

 

Le CONSEGUENZE SULL’ORGANISMO possono essere enormi. Basti pensare che il collo tenderà ad avanzare per assecondare questa tensione immane, con conseguente estensione del capo per mantenere lo sguardo all’orizzonte. Se pensiamo a tutti i muscoli e ai nervi che passano per le prime cervicali, oltre alla presenza di circa il 50% dei fusi neuromuscolari di tutto il corpo, capiamo perché una disfunzione della lingua sia alla base della maggior parte delle cefalee muscolo-tensive, soprattutto nei giovani, delle cervicalgie, delle artrosi cervicali e anche delle vertigini di origine periferica.

Ancora, è impensabile trattare le disfunzioni dell’Atm se non si fa attenzione alla libertà della lingua, perché è lei che guida i movimenti masticatori. Questo è uno dei motivi per cui un bite dovrebbe sempre essere posizionato sull’arcata inferiore e mai superiore, dove per inciso crea un’estensione cervicale, come dimostrano i lavori di Rocabado.

 

A LIVELLO DI PREVENZIONE si può ottenere moltissimo. Basterebbe controllare alla nascita il frenulo linguale, verificare la postura della lingua, controllare che il bambino respiri bene col naso, altrimenti non potrà mantenere la lingua sul palato. Il controllo della deglutizione è alla base di tutta l’ortodonzia funzionale moderna e il motivo è semplice: molto meglio cercare di addomesticare il “mostro” per convincerlo a lavorare per noi, che lottarci contro per anni con vari apparecchi.

 

 

Cosa si può ottenere con un trattamento tempestivo e quali tipi di trattamento sono oggi disponibili?

 

Per tanto tempo si è trattata la deglutizione scorretta con griglie, sia superiori che inferiori, puntando sullo stimolo nocicettivo. In realtà se non si interviene sull’engramma cerebrale, ossia su quell’insieme di istruzioni per l’uso, cambiandole, non si può ottenere un risultato stabile nel tempo.

Il concetto importante è che attraverso la terapia miofunzionale possiamo realmente intervenire a livello centrale per modificare il funzionamento della lingua e questo a qualunque età, perché una deglutizione corretta, impiegando molti meno muscoli, è molto più conveniente a livello ergonomico di quella scorretta. Anche negli adulti possiamo assistere a miglioramenti che hanno del miracoloso, soprattutto in persone che hanno sofferto di dolori da decine di anni. La terapia consiste in un protocollo di esercizi, elaborato da Garliner negli anni Sessanta e in Italia da Ferrante in tempi più recenti, da effettuare almeno tre volte al giorno per sei mesi con controlli a studio ogni 7-14 giorni. La verifica periodica così ravvicinata è fondamentale per correggere e guidare meglio gli esercizi fatti a casa.

 

Quali professionisti sono chiamati a prevenire, diagnosticare e trattare la deglutizione atipica?

 

Essenzialmente il dentista e il logopedista. L’odontoiatra svolge il ruolo fondamentale di regista tra logopedista, otorino, vestibologo, foniatra, osteopata, fisioterapista, ortopedico, optometrista e addirittura neurologo. Tutti sono chiamati a collaborare. Bisogna capire che la bocca è fondamentale non solo per masticare, ma per lo sviluppo del cranio, per la corretta postura, ed è perfino alla base di deficit cognitivi, come dimostrano gli studi recenti di De Cicco e Manzoni dell’Università di Pisa.

 

(Da Redazione DentalAcademy Dott. Stefano Colasanto 12/12/2017)

SEGNALATO DA DOTT.SSA EMMA FORTINI

ODONTOIATRA

ASSOCIAZIONE MiC - Medici in Casa presso STUDIO polispecialistico Medi-Pro Firenze

PER LA SALUTE DELLO SPORTIVO: Riabilitazione Posturale Globale, Stretching Globale Attivo e NUOTO

Pubblicato il 23 agosto 2018 alle 11.55 Comments commenti (0)


Nel nuoto, gli arti superiori e quelli inferiori risultano, seppur in modalità differenti, in relazione agli stili, sempre impegnati nel gesto atletico. La mobilità della colonna vertebrale inoltre, è fondamentale al fine del raggiungimento della perfetta tecnica che consenta il miglior  galleggiamento e la propulsione in acqua più efficace.



I notevoli volumi di allenamento, indispensabili ad un nuotatore per essere competitivo, possono avere ripercussioni sia muscolari che articolari specialmente a livello di spalle, colonna cervicale, lombare ed articolazioni sacro iliache.

La postura in piedi contro il muro, utilizzata nelle Stretching Globale Attivo, è utile al nuotatore per il riequilibrio della muscolatura superiore della spalla ed anteriore dell’arto superiore, consentendo il mantenimento dell’ampiezza articolare fondamentale per una corretta bracciata.


 

 

L’utilizzo della rana al suolo con apertura della braccia, mette in globalità arti superiori ed inferiori permettendo, allo stesso tempo all’atleta di lavorare sull’eventuale rigidità a carico della colonna vertebrale.


 

 

È consigliato inoltre, completare il lavoro con la postura rana in aria, con gli arti interiori in appoggia al muro, al fine di ottenere l’allungamento della muscolatura posteriore, utilizzando se necessario, la variate con apertura delle braccia.

Presso lo Studio Medico Polispecialsitico Medi-Pro Firenze è possibile eseguite addestramento allo stretching Globale Attivo per lo sportivo con la Dott.ssa Anna Batoni Fisioterapista, Specialista in RPG (INFO E APPUNTAMENTI: 055 674584).

 

PILLOLE DI MEDI-PRO: la magia delle parole

Pubblicato il 15 luglio 2018 alle 09.20 Comments commenti (0)

PILLOLE DI MEDI-PRO FIRENZE

 

La MAGIA DELLE PAROLE

Dopo tanti anni di visite, di persone, di storie ho la certezza di ciò che l'istinto prima e le conoscenze poi avevano suggerito.

 

Le PAROLE sono magiche!

 

Possono sortire effetti assolutamente meravigliosi, modificare la condizione mentale, l'umore, lo stato d'animo.

 

Possono spalancare i cancelli della mente (e del corpo) e liberare risorse inaspettate, imprevedibili energie, indurre il cambiamento e l'evoluzione personale.

 

Le PAROLE sono magiche! e curano, spesso più del farmaco.

 

Le PAROLE sono il primo strumento terapeutico del medico, quando inserite in una sensibile, educata, evoluta strategia, quando sono usate per esprimere l'ARTE e la SCIENZA del LINGUAGGIO per la GUARIGIONE.

 

Le PAROLE ... ed il SILENZIO.

 

Il silenzio del medico che si dispone attivamente nella modalità dell'ASCOLTO.

 

I primi minuti di colloquio con il paziente che si esprime liberamente e senza interruzioni esponendo i motivi che lo conducono alla visita sono FONDAMENTALI!

Lì c'è un po' tutto, il cosa, il quanto, il come, alcuni perché, il dove.

 

L'obiezione in genere è sempre la stessa: "se lasciassi parlare tutti liberamente visiterei 1/5 dei pazienti".

 

In realtà NON E' COSì.

 

Lo studio Beckman-Frankel (1984) ha rilevato che la maggioranza dei medici interrompeva il proprio paziente 18 secondi dopo che aveva cominciato a parlare.

 

Studi successivi hanno invece evidenziato che i pazienti, se lasciati parlare liberamente, concludono la loro STORIA in media in cinque minuti.

 

In questi cinque minuti il professionista "educato" ad una comunicazione evoluta è aiutato a comprendere il mondo del paziente , o meglio la mappa, la rappresentazione del mondo che il paziente si è costruito.

 

Citando il consiglio di Sir William Osler ai suoi studenti: "ascoltate il vostro paziente, sarà lui a darvi la diagnosi".

 

Nella mia modesta esperienza, anche in attività che apparentemente non sembrerebbero avere bisogno di grande componente linguistica (per esempio durante una piuttosto tecnica seduta di terapie infiltrative ecoguidate per le patologie muscolo-scheletriche), l'uso consapevole dell'ASCOLTO aperto e delle PAROLE trovo che dia enormi risultati.

 

In particolare sulla predisposizione del paziente alla guarigione, sull'orientare l'interpretazione corretta e funzionale degli eventuali sintomi e segni dopo la terapia, sulla consapevolezza e condivisione della strategia di cura.

 

Tanto per capirsi: se al paziente, affermando la verità, diciamo che il dolore, eventualmente presente il giorno dopo un trattamento percutaneo per fascite plantare, E' UN DOLORE DI GUARIGIONE!, attiviamo un potente meccanismo di rappresentazione positiva, "sdrammatizziamo" il sintomo e attiviamo varie risorse interne.

 

In breve: l'ASCOLTO facilita la comprensione e la diagnosi e le PAROLE potenziano la cura.

 

(Dott. Gaetano Ricignolo Ecointerventistica Firenze Gaetano Ricignolo

Specialista in Medicina Interna

Diagnostica ecografia e vascolare

Eco-interventistica muscolo-Scheletrica)

 

Studio Medico Medi-pro Firenze

Via Aretina, 167/M

Per info: 055 674584

 

www.mediprofirenze.com

www.gaetanoricignolomedico.eu

EPICONDILITE: il punto di vista RPG

Pubblicato il 05 luglio 2018 alle 08.00 Comments commenti (0)

L’epicondilite è una patologia su base degenerativa che interessa i tendini di alcuni muscoli estensori dell’avambraccio con dolore è localizzato in corrispondenza dell’epicondilo laterale.

Il dolore si irradia all’avambraccio lungo i muscoli interessati fino alla mano ed è evocato facendo contrarre contro resistenza i muscoli epicondiloidei.

Un test consiste nell’estendere il polso contro la resistenza effettuata dall’esaminatore tenendo il gomito esteso ed è positivo se evoca dolore.

Un secondo test consiste invece nel girare l’avambraccio verso l’interno contro resistenza ed anch’esso è positivo se evoca dolore.

Il programma riabilitativo ha lo scopo di restituire elasticità e conseguente forza e resistenza ai gruppi muscolari interessati, per mezzo di precise insistenze terapeutiche durante l'esecuzione delle posture RPGSouchard.

 

Pillole di MEDI-PRO FIRENZE: il gomito del tennista

Pubblicato il 24 giugno 2018 alle 00.45 Comments commenti (0)


Il gomito del tennista��

 

Domande:

“È proprio inevitabile soffrirne per settimane o mesi?”

 

“La cura è obbligatoriamente lunga, fatta di cicli di terapie fisiche (tot sedute di laser, tot sedute di onde d’urto, tot sedute di tecar, tot sedute di ultrasuoni ecc ecc)?”

 

“È proprio necessario smettere di giocare per settimane?”

 

La nostra unica risposta è un solo, grande, preciso e deciso NO!

 

Detto questo... scendiamo nei dettagli.

Un po’ di teoria, per chi è curioso:

 

L’epicondilite laterale, comunemente conosciuta come “gomito del tennista”, consiste nell'alterazione distrofico-degenrativa (più che infiammatoria) dei tendini dei muscoli estensori dell'avambraccio.

 

Questi muscoli si inseriscono all'esterno del gomito e permettono di sollevare la mano e il polso. Il dolore del gomito può essere avvertito nel punto in cui le fibre tendinee di questi muscoli aderiscono all'osso della parte esterna del gomito o per tutta la lunghezza dei muscoli.

 

In genere è più intenso durante o dopo gli sforzi compiuti con la mano e il polso.

 

Nei casi più gravi il semplice movimento del polso o l'azione di afferrare degli oggetti, anche se leggeri, possono risvegliare il dolore.

 

Questa patologia è più frequente in coloro che seguono la pratica del tennis a causa di una scorretta tecnica di gioco.

 

L'epicondilite mediale o epitrocleite è un processo degenerativo più che flogistico dei tendini dei muscoli flessori dell' avambraccio, che si inseriscono sul versante interno del gomito e viene chiamata anche “gomito del golfista”.

 

Dopo la teoria:

“esisterà una cura RAPIDA ( magari in un solo trattamento, al massimo due), che dia risultati velocemente (magari in pochi giorni), SICURA (che non faccia danni collaterali e sia rispettosa del tendine) e, ultimo ma non meno importante, non troppo costosa (non più di un paio di centinaia di euro)???

 

Forse è pretendere veramente un po’ troppo...

 

però è quello che è in grado di fare, nella nostra ormai lunga esperienza, l’ECOINTERVENTISTICA MUSCOLO-SCHELETRICA!!!

 

I dettagli

 

La tecnica:

La terapia percutanea ecoguidata, dopo accurata sterilità e anestesia locale, consiste nell'introduzione sotto guida ecografica di ago 22g, needling e bleeding (si “punzecchia“ stimolando il trofismo del tendine attraverso un microsanguinamento e conseguente liberazione di fattori piastrinici, il tratto alterato del tendine, sotto visione e guida ecografica), iniezione intratendinea di acido ialuronico a basso peso molecolare e steroide (rigorosamente! ) extratendineo, in sede peritendinea.

 

Per lavorare presto e bene lavoriamo a 4 mani, con un team che ormai costituisce una sorta di “coppia di fatto” professionale (dopo oltre 12 anni di convivenza...).

 

Dopo 7-14 giorni si effettua un controllo clinico ecografico (compreso nel trattamento): nell’80-85% la risposta è ottima e quindi non c’è necessita di ulteriori cure.

 

Nel restante 15% dei pazienti è necessario un secondo trattamento.

 

Per rendere la terapia una cura completa e i benefici persistenti si forniscono infine consigli comportamentali (fkt, uso del tutore, ecc).

 

Per chi vuole approfondire

www.ecointerventisticafirenze.org

PILLOLE DI MEDI-PRO: parliamo di disfunzioni del sistema di movimento.

Pubblicato il 10 giugno 2018 alle 00.20 Comments commenti (0)

PILLOLE DI MEDIPRO FIRENZE Nasce prima l’uovo o la gallina��?

 

PARLIAMO DI DISFUNZIONI DEL SISTEMA DI MOVIMENTO.

 

Il concetto dominante di trattamento in fisioterapia è basato su un modello patokinesiologico, che pone cioè l’attenzione sulle anormalità del movimento derivanti da una condizione patologica.

 

In altre parole: c’è una patologia (l’uovo) che a sua volta determina alterazioni del movimento (la gallina).

 

Il concetto invece su cui si basa il sistema MSI (Movement System Impairment), è invece di tipo kinesiopatologico.

 

Questo modello dà importanza al modo in cui il movimento può produrre la patologia come risultato di piccole deviazioni della precisione del movimento.

 

Secondo questa impostazione i gesti svolti nell’attività della vita quotidiana (la gallina) possono causare disfunzioni e, a lungo andare, condurre ad uno stato patologico, poiché i movimenti ripetuti e le posture prolungate ad essi associate inducono lesioni tissutali e perdita di precisione del movimento.

 

L’approccio delle Disfunzioni del Sistema di Movimento (Sahrmann) affronta le sindromi dolorose e lesive muscolo-scheletriche dovute ad alterazioni posturali e del movimento, condizioni oggi diffusissime e che rappresentano nella società occidentale la parte più rilevante della casistica disfunzionale e dolorosa che il Fisioterapista incontra nella pratica clinica.

 

L’approccio delle Sindromi da Disfunzione del Sistema di Movimento si basa sulla premessa che un’alterazione, anche minima, della precisione del movimento determina microtraumi e, se non curata, nel tempo evolverà in macro-traumi e dolore.

 

Queste alterazioni nella precisione del movimento favoriscono lo sviluppo di movimenti compensatori in direzioni specifiche, classificabili come disfunzioni del movimento.

 

I fattori che contribuiscono a queste disfunzioni del movimento, sono le alterazioni della lunghezza, della forza, della rigidità dei muscoli e del loro schema di reclutamento, provocate da movimenti ripetuti e da posture mantenute.

 

Si chiamano Sindromi da disfunzioni in quanto sono una combinazione di disfunzioni del sistema muscolare, scheletrico e neurologico.

 

Le sindromi MSI - Movement System Impairment - sono denominate in base alla direzione di movimento o allineamento che più costantemente scatena il dolore e che, quando corretta, riduce o elimina il dolore.

 

Esattamente come nel campo medico le etichette diagnostiche:

 

- migliorano la comunicazione tra professionisti;

- forniscono una guida per la prognosi;

- raggruppano le condizioni necessarie per la ricerca, per l’individuazione dell’eziologia;

- sviluppano approcci di trattamento sempre migliori.

 

L’obiettivo della valutazione è l’identificazione delle disfunzioni del movimento e dei loro fattori contribuenti, informazioni necessarie per formulare una diagnosi che indirizzerà il successivo trattamento.

 

Più precisamente questo approccio prevede:

- l’osservazione delle alterazioni di movimento e dei loro effetti sul sintomo sono la guida principale per la diagnosi ed il trattamento;

- la correzione delle disfunzioni del movimento durante l’esecuzione delle attività funzionali, lavorative e ricreative;

- l’inserimento degli esercizi chiave nelle attività quotidiane;

- I’addestramento del paziente, da parte del terapista, su come controllare attivamente i fattori che producono i sintomi.

 

La filosofia di questa metodica si allinea perfettamente all’impostazione del gruppo di lavoro di Medipro Firenze (OTTENERE IL MASSIMO possibile della guarigione con il MINIMO di indagini e terapie!).

 

Il metodo prevede infatti che il Paziente venga corretto nei comportamenti disfunzionali e addestrato alle attività (esercizi, ecc) evitando che esso diventi dipendente da un trattamento passivo del sistema di cura.

 

Dott. Riccardo Sequi

Fisioterapista

 

www.mediprofirenze.com

Studio Medico Polispecialistico

Via Aretina 167/M

055 67458


 


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